Figli di un Dio minore

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Il titolo del celebre film di Randa Haines, Figli di un Dio minore (1986), riassume bene il contenuto del vangelo di questa undicesima domenica del tempo ordinario. Noi ci immaginiamo Dio come infinitamente grande e potente, estensione assoluta dei nostri desideri e bisogni. La sua grandezza invece al contrario si manifesta nel farsi piccolo: “il regno di Dio è come il granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno” (Mc 4,31). Il regno di Dio si reso visibile in Gesù, il Figlio eterno del Padre che per trent’anni è rimasto nascosto a Nazaret di Galilea a fare preventivi, comprare legna, piallare, levigare, inchiodare… Il salvatore del mondo chiuso in una bottega a faticare, per consegnare i mobili entro il tempo pattuito. Il Figlio, nel quale tutte le cose sono state create, che suda sul legno, ribelle agli strumenti dell’uomo. La mano con cui Dio ha guidato Israele fuori dall’Egitto in Gesù si è riempita di calli e di schegge per le tante ore con la lima e lo scalpello…

Facciamo fatica ad accettarlo, presi come siamo dalla smania dell’efficienza. Come dice il padre gesuita Silvano Fausti: “la venuta del Regno è ostacolata non dalla cattiveria degli uomini – le persecuzioni anzi l’affrettano! – bensì dalla stupidità dei buoni. La nostra inesperienza spirituale è la più grande alleata del nemico. Questi ci dà volentieri molto zelo quando manchiamo di sapienza evangelica, perché usiamo per il Regno quegli strumenti che il Signore scartò come tentazioni – esattamente il successo, la pubblicità, l’efficienza e la grandezza” (Ricorda e racconta il Vangelo, 154). Dio è piccolo perché non vuole imporsi. Si nasconde per fare grandi noi. Il segreto della vita e del successo è nella piccolezza. Uno spermatozoo un ovulo, un elettrone non possono essere visti a occhio nudo eppure quanta forza contengono. Così è del seme che è la Parola, a occhio nudo sembra come tutte le altre parole, suona come le altre, a volte meno, eppure dentro c’è una forza che cresce da solo una volta seminato: “Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa”

(Mc 4, 26-27)