Buone notizie

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In questa domenica il vangelo ci mette davanti per così dire il programma elettorale di Gesù, spiegato proprio ai suoi concittadini a Nazaret. Coloro che pensano di conoscerci bene, spesso non sono i più adatti a cogliere i cambiamenti che sono avvenuti, perché inevitabilmente ci de-finiscono, ci rinchiudono in una definizione che come una gabbia imprigiona quello che siamo veramente. Così rischiamo di fare anche noi con Gesù: per alcuni un esempio da imitare, per altri un maestro di morale, o uno dei tanti illusi della storia che hanno provato a cambiare le cose facendo però una brutta fine, oppure un asettico Figlio di Dio che per finta si è fatto credere uomo.

A Nazareth invece possiamo ascoltare innanzitutto cosa Gesù è venuto a fare.

Gesù è venuto ad annunciare la buona notizia ai poveri… di cibo, di una terra dove risiedere, ma anche di speranza, di fiducia nel domani, di senso del vivere… a proclamare la liberazione dei prigionieri dalla schiavitù più impegnativa di tutte: la paura della morte… a ridare ai ciechi la vista, ad aiutarci a discernere cosa fare nelle complesse situazioni della vita… a rimettere in libertà gli oppressi, cioè a togliere i pesi che ci opprimono per darci la sua amicizia… a proclamare l’anno di grazie del Signore: tutto questo è gratis, è un dono immeritato, che aspetta solo che noi lo accettiamo.