In principio: due sposi

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Siamo nel primo segno dei sette che Giovanni presenta nel suo vangelo, nella prima parte del vangelo, ed è interessante che il primo segno sia uno sposalizio. Il primo segno di questi sette che devono manifestare il mistero, che devono dire che cos’è l’amore di Dio, che devono parlare della morte e resurrezione, che devono manifestare la gloria è uno sposalizio, allora lì c’è già il primo messaggio : dove entra Dio? Dove vuole entrare il Signore? Nello sposalizio. E che cos’è lo sposalizio? È la relazione fondamentale della nostra vita, è l’immagine della relazione fondamentale della nostra vita: il rapporto uomo-donna, molto semplicemente. Per chi di noi non è la cosa fondamentale? Per chi di noi non è importante? Per chi di noi non è emblema di ciò che ci sta più a cuore? Le relazioni ‘fondanti’. Le relazioni che danno senso alla nostra vita. Lì inizia il cammino dei sette segni.

Giovanni non ha un vangelo dell’infanzia, Giovanni non racconta di Gesù Bambino, però mettendo come primo segno uno sposalizio, cioè mettendo l’immagine del rapporto uomo-donna come primo segno di Dio risale alla creazione dell’uomo : uomo e donna li creò, maschio e femmina li creò, a immagine di Dio li creò. C’è già in filigrana questo: risale alla creazione di Adamo ed Eva. Il primo messaggio allora per noi è questo: Dio dove entra nella nostra vita? nei particolari? nella superficie? in ciò che dobbiamo fare la domenica? in ciò su cui di tanto in tanto riflettiamo? Se è così, allora non siamo neanche all’inizio del primo segno, e sono sette, ma il primo è questo: fà entrare il Signore, lì, nel nodo più profondo della nostra vita, nella nostra passione, in ciò che ci appassiona. Lì inizia la storia di Dio con noi.