Un Messia poco raccomandabile

0
539

Cosa penseremmo se vedessimo Gesù oggi entrare nel bar più malfamato del nostro quartiere per prendere un aperitivo con gli avventori più equivoci? O vederlo alla sera fermarsi sui viali dove passeggiano le prostitute? O andare nel parco dove tutti sanno che c’è il mercato dello spaccio e fermarsi a parlare con i pusher di turno? Si potrebbe proseguire l’elenco con tutte quelle frequentazioni che a noi scandalizzano… Questo in sintesi è ciò che accade nell’episodio di cui ci parla il vangelo di questa domenica: Gesù va a farsi battezzare al Giordano dove andavano i peccatori, coloro che tutti riconoscevano come persone poco raccomandabili.

Gesù inizia il suo ministero all’insegna di quella che ne sarà la conclusione: “essere annoverato tra i malfattori”, essere scambiato per quello che non si è, un peccatore. Perché lo ha fatto? Perché Gesù non è venuto per dare delle indicazioni di comportamento, per fare questo sarebbe stato sufficiente pubblicare un libro o fondare una scuola, ma per essere in relazione con le persone così come sono. È l’emmanuel il “Dio con noi” il Dio in mezzo a noi anche se siamo peccatori. È un gesto molto impegnativo: una grande buona notizia per chi si trova al proprio fianco Gesù in un momento in cui ci si deve confrontare con i propri fallimenti: il peccato, infatti, non è tanto la trasgressione ad una norma, ma il ‘mancare il bersaglio’ della realizzazione della propria vita. Il peccato segnala sempre un fallimento antropologico, con tutto il carico di conseguenze che si trascina. E in queste situazioni avere una persona che è all’opposto di noi, come Gesù, un persona che non ha paura di contaminarsi con noi è una grande buona notizia.

Al tempo stesso, però, questo atteggiamento di Gesù scandalizza i benpensanti. Non solo quelli che erroneamente lo scambiano per un peccatore (“non è forse un mangione e un beone” diranno di lui tra poco), ma anche e soprattutto coloro che hanno capito il suo gesto. Perché lui che è il giusto va dagli ingiusti e non viene da noi, che siamo coloro che se lo meritano? Perché va da coloro che non possono dargli nulla e non viene da noi che potremmo aiutarlo moltissimo nel compiere la sua missione? Questo atteggiamento di Gesù sarà quello che gli costerà la vita. Ma lui lo sa e l’ha fatto volentieri. E il Padre, non a caso, appare in questo momento decisivo e con lui lo Spirito per farci capire che questo è lo stile della Trinità ed è lo stile che i suoi sono invitati a riscoprire e assumere.