L’armonia possibile

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Nel vangelo di questa domenica Gesù tratta un tema caldo: la sua opposizione al divorzio. Senza voler entrare nella biografia di chi ha vissuto o sta vivendo questa dura realtà, cerchiamo di capire qual è la buona notizia contenuta nel progetto cristiano sul matrimonio: perché tanta insistenza sulla fedeltà, sul non dividersi, sul non separarsi?

Perché la posta in gioco è molto alta. Tutto ciò, infatti, che ha che fare con “il Principio ” è molto importante. Il principio non designa tanto un inizio temporale questo piuttosto la struttura intima della realtà e del progetto di Dio sul mondo e sulle relazioni tra l’uomo e la donna. In principio ha voluto che i due diversi strutturalmente facessero armonia tra loro, diventando una sola carne.

A questa armonia ha legato l’essere della coppia sua immagine e somiglianza. Non lo ha fatto con gli elementi del creato, come gli astri o gli animali più potenti come il toro o il serpente, ma lo ha fatto solo con la coppia umana, eletta a suo ambasciatore nel creato. La missione è affascinante e impegnativa e forse solo oggi si sta cominciando a capire cosa questo significhi. Finora infatti l’armonia è stata gestita all’insegna del potere del maschio sulla femmina, al modo del “io comando tu esegui”, principio declinato variamente a livello culturale, sociale, politico, lavorativo, ecclesiale familiare.

Solo oggi, si comincia a capire che fare armonia non significa la sudditanza di un genere all’altro. L’armonia implica infatti riconoscimento della dignità dell’altro, disponibilità al confronto, alla creatività, la messa in discussione dei ruoli e delle funzioni. Senza però illudersi di voler cancellare le differenze e la stabilità legate al genere, contro cui si era scagliata ad esempio una certa moda, e corrispondente mentalità unisex, o più recentemente le questioni legate al gender.

Fare pace con l’altro, accettarlo nella sua diversità per scoprire un’armonia che non è frutto del potere ma dell’accoglienza. Alla possibilità di vincere questa sfida, Dio ha legato il suo rendersi visibile nella relazione di coppia. Per questo la fedeltà all’altro non può essere messa in discussione, l’armonia cercata non è frutto di una contrattazione, non è a ‘tempo’, perché come tutte le opere classiche non può mai cessare di dire quello che ha da dire.