La forza delle donne

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Per parlare del vangelo di questa domenica occorre sintonizzarci su ciò che reputiamo incredibile. Sì perché si parla di due fatti assolutamente impossibili da realizzare: una donna, Elisabetta moglie di Zaccaria, già avanti in età e sterile resta incinta del futuro profeta Giovanni e un’ altra donna, promessa sposa a un uomo della casa di Giuda di nome Giuseppe, che resta incinta di Gesù senza “aver conosciuto uomo”.

Maria in fretta va a trovare Elisabetta e, una volta entrata nella sua casa, questa la saluta con il celebre “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,41). È da notare l’ultima frase che pronuncia Elisabetta: “beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45) Cosa significa? Perché è per noi importante?

Maria ed Elisabetta sono due outsider: l’una perché troppo giovane e l’altra perché troppo vecchia, ai nostri occhi inadatte a compiti che vadano oltre ciò che fa mediamente una pensionata o un’adolescente. E invece entrambe sono state scelte da Dio per compiti di straordinaria importanza: la prima per dare alla luce il precursore di Gesù e l’altra addirittura per partorire il salvatore della storia. La loro grandezza non sta in ciò a cui sono state chiamate, perché quei compiti solo Dio se li poteva immaginare, ma nell’avergli creduto, nell’aver dato credito a due promesse che erano letteralmente incredibili per la sproporzione che mettono in gioco.

Anche a noi Dio rivolge proposte simili. È che il solo pensiero ci fa già scappare da ridere figuriamoci il resto. Maria va da Elisabetta perché ha bisogno di conferme per il segno che le è stato dato. E lo trova nel sussulto del grembo di Elisabetta e nelle parole che lei le rivolge. Eventi e parole. Anche noi abbiamo bisogno di rincuorarci l’un l’altro, per rinsaldare la fiducia incredibile e immeritata che Dio ripone in noi.