Racconto di Natale per piccoli e grandi

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LE LUCI DI MADIAN

Uno dei segni che più ci ricordano il Natale è la presenza delle luci: le strade sono addobbate da vere e proprie gallerie di lucine intermittenti, come anche i nostri alberi di Natale, gli alberi del giardino o i balconi delle case. Il tema della luce è anche molto frequente nelle letture delle varie messe di Natale: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» dice il profeta Isaia ed anche nel brano del Vangelo si dice che quando l’angelo appare ai pastori la luce gloriosa del Signore li avvolge. Come mai tante luci per descrivere il Natale? Dio ci parla in tanti modi, come dice la seconda lettura della messa del giorno di Natale. Ci parla attraverso dei discorsi, ma anche attraverso dei fatti, delle storie e una di queste, accaduta molto tempo prima della nascita di Gesù, ci fa capire meglio perché nella notte in cui nasce Gesù ci sono tante lucine. È la vicenda capitata al giovane Gedeone, che ora ce la racconterà.

– Ciao, sono Gedeone e vi voglio raccontare la mia straordinaria avventura, che forse vi aiuterà a capire meglio anche qualcosa del giorno del Natale di Gesù che oggi ricordate. Sono il figlio più piccolo della famiglia di mio padre, Ioas, appartenente ad una delle tribù più povere di Israele, la tribù di Manasse. Dovete sapere che ai miei tempi gli israeliti, il popolo del Signore, si erano allontanati da Lui, non seguivano più le sue leggi e così, come era già successo altre volte, si erano ritrovati schiavi di un popolo più forte del nostro, i madianiti, che avevano occupato le nostre terre e ci maltrattavano. I madianiti ci rubavano tutto, così io mi ero ridotto a raccogliere e battere il grano di nascosto, sotto un grande tino. Tutti si lamentavano, ma avevano anche molta paura dei madianiti, uomini molto forti e feroci. Ebbene, un giorno ho capito una cosa straordinaria: Dio mi stava dicendo di liberare il suo popolo! – Ma io sono solo un ragazzo – gli ho risposto – non ho né forza né eserciti per sconfiggere i madianiti! – Il Signore però mi disse di non preoccuparmi perché lui mi avrebbe aiutato. Da un lato – potete capirlo – mi faceva piacere sapere che Dio aveva scelto me per liberare il suo popolo, però quando mi guardavo allo specchio scuotevo la testa: – Sono troppo magro – dicevo – troppo giovane per questa missione! – Eppure il Signore continuava a darmi dei segni di conferma: – Gedeone, sei proprio tu quello che io ho scelto. – Allora cominciai a parlarne con i sapienti e gli anziani del popolo, e vidi che tutti mi davano ascolto e si dissero disposti a seguirmi. Fu così che a poco a poco misi assieme un vero e proprio esercito per combattere i madianiti: eravamo in molti e ben armati, con cavalli e armi efficaci. La notte prima della battaglia decisiva successe però una cosa che non mi aspettavo affatto: il Signore mi disse che eravamo in troppi. – Come, in troppi? – gli chiesi io, sperando di aver capito male: – Per sconfiggere i madianiti occorre un forte esercito!– Dio replicò che non era grazie alla forza che avremmo vinto, ma grazie al suo aiuto. Per questo mi disse:

– Rimanda a casa tutti quelli che hanno paura. –

Potete bene immaginare che se ne andarono a casa in molti, ma anche quelli rimasti erano ancora troppi! Così il Signore mi disse di farne andare a casa molti altri. Alla fine rimanemmo solo in trecento, e io avevo veramente un po’ di fifa, soprattutto guardando quanti erano i madianiti, il loro accampamento, i loro cavali e i cammelli da guerra! E così decidemmo di attaccare di notte l’accampamento di Madian; il Signore però mi fece capire un’altra cosa che sul momento mi lasciò un po’ perplesso, anche se poi mi sono fidato di lui. Anziché prendere spade, arco e frecce, diedi a tutti gli uomini una tromba ed un vaso con dentro una candela accesa. Gli uomini circondarono l’accampamento di Madian e quando suonai la tromba tutti cominciarono a suonare le loro e a rompere i vasi, così da mostrare la luce. I madianiti si presero un grande spavento nel vedere tutte quelle luci e a sentire tutte quelle trombe e cominciarono a correre da una parte e dall’altra e, pensate un po’, in breve morirono tutti, poiché inciampando cadevano sulle loro stesse spade e lance che avevano in gran numero. Fu quella la notte di Madian, la notte in cui, come ricorda il profeta Isaia, «hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone dell’aguzzino».

Vi chiederete cosa c’entra la mia storia con il Natale di Gesù. Beh, vedete, io ho capito riflettendo sulla mia vicenda, che il Signore interviene così per salvare il suo popolo e sconfiggere i suoi nemici. Dio è buono, non sta con le mani in mano, interviene per salvare, però non lo fa mai in modo violento. E’ un Dio furbo, che riesce ad aiutare senza fare del male a nessuno, neanche ai cattivi che alla fine si fanno del male da soli. E’ proprio vero allora che in questo giorno nasce Gesù, il Salvatore di tutti gli uomini, colui che ha sconfitto tutti i nemici che ci fanno paura. Però Gesù è un vincitore mite, è un bambino che, come fece Dio con me nella notte di Madian, sa vincere con la forza della propria debolezza. Buon Natale a tutti!