Le beatitudini

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Le beatitudini sono uno dei passi più affascinanti e difficili di tutto il Nuovo Testamento. Affascinanti perché con esse Gesù ci parla della felicità che ci attende, ma anche difficili perché la felicità di cui parla Gesù sembra assurda e irraggiungibile: come si può essere felici nel dolore, nella povertà, nell’ingiustizia? Eppure è proprio di questo che Lui ci parla. Ce le presenta perché lui per primo le ha sperimentate e vuole insegnarci a viverle. Come ha fatto? Lui si è affidato al Padre e così facendo ha sconfitto le paure, facendo sì che in tutte le situazioni lo si possa amare. Non di un amore di riserva ma di un amore pieno come quello che promette a coloro che sulla sua scia lo vorranno sperimentare. Così si può essere felici anche nel pianto perché si ha nel cuore una speranza più grande del dolore. Si può gioire della povertà perché chi cerca il Regno riceve già in dono tutto ciò che gli serve, si può essere beati anche quando si è insultati per causa del vangelo, perché ci si è ormai liberati dalla schiavitù del giudizio altrui, del “cosa penseranno gli altri di me se divento suo discepolo”. Riuscire a volgere in positivo le situazioni dolorose della vita è un vero anticipo della beatitudine eterna, possibile solo grazie alla luce del risorto.