Perché leggere il Cantico?/4

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La centralità che il mondo ebraico, il mondo entro cui si è formato Gesù, riconosce al Cantico non è riconosciuta e valorizzata oggi per la comprensione sia dell’Antico quanto del Nuovo Testamento. Ricordiamo che il Cantico si trova al centro teologico della Bibbia; è il «Santo dei santi della Scrittura» come diceva Rabbi Aquiva; il giorno in cui il Cantico è stato dato agli uomini, Dio è tornato sulla terra, come dice una collazione di due testi rabbinici riportati dal Ravasi nel suo celebre commentario

«Quando Adamo peccò, Dio salì al primo cielo, allontanandosi dalla terra e dagli uomini.

Quando peccò Caino, salì al secondo cielo.

Con la generazione di Enoc salì al terzo, con quella del diluvio al quarto, con la generazione di Babele al quinto, con la schiavitù d’Egitto salì al sesto cielo e al settimo cielo, l’ultimo e il più lontano dalla terra» (Genesi Rabbah 19,13)

«Dio, però, ritornò sulla terra il giorno in cui fu donato il Ct a Israele» (Zohar Terumah 143-144a)1