Commento al vangelo della domenica con i più piccoli (TO VII): la beatitudine del dare

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Al centro delle letture di oggi si trova un altro brano delle beatitudini molto famoso, forse il cuore
dell’insegnamento di Gesù. In esso Gesù presenta il modo di vivere del regno, così diverso dalla logica dare-avere
secondo cui vivono gli uomini. E’ un modo di vivere per moltiplicazione e non per divisione, in cui più si dà, a
fondo perduto, a chi non lo merita, a chi si pone contro di noi, tanto più si vive la pienezza del regno, mentre
siamo abituati ad un mondo in cui meno si dà, pensando di accumulare, ci si ritrova in realtà avvizziti. Riempie
più ciò che si dona che non ciò che si accaparra, sembra voglia dirci Gesù, e anche i bambini possono
comprendere la gioia che c’è nel donare qualcosa a chi ha il cuore ferito piuttosto che tenersela per sé. Tentiamo di
avvicinarci a questo testo così prezioso con una piccola parabola moderna.
Antonio Cinquemani è un papà, come ce ne sono tanti, che tutti le mattine esce di casa dopo aver salutato moglie
e figli, per andare al lavoro. Deve attraversare in macchina la città e dirigersi verso la periferia, dove si trova
l’azienda in cui fa il capoufficio. Oltre al traffico la seccatura più grande gli viene, da un po’ di tempo, dai
semafori, non tanto per l’alternarsi monotono dei colori, quanto perché in tanti bussano al finestrino per lavarti i
vetri o per venderti a prezzi maggiorati ogni genere di prodotto. Tutto questo infastidisce Antonio moltissimo:
“Ma che vadano a lavorare!” ha pensato tante volte, oppure “Che tornino nei loro paesi, cosa vogliono da noi?” e
sempre provando una certa stizza. Un giorno però gli è successa una cosa molto strana, che gli ha dato assai da
pensare e forse gli ha anche cambiato la vita. Era lì fermo come al solito quando un giovane dall’aspetto povero
ma dignitoso gli ha chiesto gentilmente il permesso di lavargli il vetro della macchina. Antonio non ha fatto in
tempo a dire né di sì né di no che quello, cortesemente ma con decisione, ha cominciato con grande cura a
lavarglielo. Il papà si stava già irritando pensando, tra l’altro, di non avere nemmeno pochi spiccioli da dargli per
‘sdebitarsi’. Al termine del breve lavoro, abbassato il finestrino per dargli due monete raccattate fortuitamente, il
giovane ha rifiutato gentilmente i due spiccioli e gli ha allungato una busta, lo ha salutato ed è tornato sul
marciapiedi. Il verde era già scattato e tutti suonavano all’impazzata, il papà però era curioso di scoprire il
contenuto di quella busta. Con grande sorpresa vi trovò un biglietto d’auguri, quel giorno era infatti il suo
compleanno, e, fatto ancora più sorprendente, due biglietti per il cinema, la sua antica passione, da tempo
trascurata per i troppi impegni… di lavoro. Antonio si grattò la testa stupito: come faceva quell’uomo a sapere che
proprio quello era il giorno del suo compleanno, visto che lui stesso se ne era dimenticato? E poi come mai quei
biglietti in regalo, da uno spiantato lavavetri! Era veramente incuriosito, subito guardò dal finestrino per osservare
l’uomo del semaforo e rimase a bocca aperta per lo stupore: lo straniero aveva quell’atteggiamento con tutti!
Nello specchietto vedeva un uomo che lavava con cura il vetro di ogni macchina, non volendo nulla in cambio,
ma dando anzi qualcosa in regalo a ciascuno. Era veramente impressionante osservare quante persone quel
giovane avvicinava e quanto raramente rispondevano alla sua generosità, con un semplice grazie o con un sorriso.
Molto più frequenti erano i visi diffidenti, talvolta ostili o rabbiosi, che quasi sempre gettavano i suoi piccoli doni
in mezzo alla strada, sgommando rabbiosamente al primo apparire del verde…
Eppure quel giovane non si perdeva d’animo e, pur vedendo le reazioni degli automobilisti, continuava
instancabilmente ad essere gentile con loro.
Fu così che Antonio si ricordò di una parola ascoltata, forse un po’ distrattamente, una domenica.… “amate i
vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi
maltrattano”. Gli erano sempre sembrate parole irrealizzabili, ma ora? Desiderava solo reincontrare quello strano
lavavetri, che aveva aperto uno spiraglio nel suo cuore.
E’ così che opera Gesù con tutti gli uomini a cominciare da coloro che sono divenuti suoi discepoli. E’ lui infatti
che per primo si fa vicino agli uomini nei momenti più impensati, con i panni più umili per offrire la sua
attenzione e amicizia anche se questo lo espone all’insulto, alla derisione o al rifiuto. Chi si lascia amare così
prima o poi capisce la beatitudine contenuta in questo atteggiamento, poiché come ha detto lo stesso maestro c’è
più gioia nel dare che nel ricevere (At 22, 35).
Tratto da D. Mazzoni- M. Tibaldi, Serafino e Cherubino due angeli alla moda