Due spiedini con Gesù

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Nella terza domenica di Pasqua prosegue il racconto delle difficoltà dei primi discepoli ad incontrare il Risorto. Leggiamo in parallelo l’episodio raccontato nel vangelo di Giovanni di questa domenica (Gv 21,1-19) con quanto ci riporta il vangelo di Luca (Lc 36-43). Il collegamento tra i due episodi è dato dal… pesce, o meglio, dal mangiare assieme che alla fine scioglie le difficoltà e i dubbi. Il primo ostacolo è messo bene in luce da Luca : Gesù appare di nuovo in mezzo ai discepoli mentre stanno ascoltando il resoconto dell’incontro avuto dai due di Emmaus e subito viene scambiato per un fantasma : “Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma” (Lc 24,36-37). Un fantasma è un essere che ha a che fare con il regno dei morti, è uno spettro inquieto che non riesce a trovare il riposo eterno e quindi va a tormentare i vivi o per vendicarsi o per chiedere loro qualcosa da fare affinché trovi pace. È così, ad esempio, per il padre di Amleto che supplica il mite figlio di vendicarlo o per il Convitato di pietra del don Giovanni di Mozart, che vuole convertire l’impenitente libertino.

I discepoli hanno pensato a qualcosa di simile, tant’è che il loro cuore è agitato e pieno di dubbi come fotografa lo stesso Gesù: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?” (Lc 24,38). Se nel racconto della settimana scorsa, con Tommaso, la difficoltà era credere alla risurrezione, qui troviamo l’idea che Gesù forse non è del tutto morto, però non è nemmeno vivo, è una sorta di ibrido, un fantasma inquieto che viene sostanzialmente per tormentarci.

Gesù allora come ci fa vedere il vangelo di Giovanni che ricorda la sua apparizione su lago di Genezaret sblocca la situazione chiedendo da mangiare del pesce: “Disse loro Gesù: portate un po’ Il mangiare assieme genera quella comunione che fa riconoscere il risorto, perché fa fare loro memoria di tuta quanto Gesù aveva detto e fatto nella Cena. E di nuovo sono a contatto diretto con la buona notzia dell’identità di Gesù e di Dio.

Sì perchè che razza di Dio è un Dio che mangia due spiedini con i suoi seguaci? Dio deve stare nel più alto dei cieli e conferire con i santi o al massimo con gli angeli. Qui lo vediamo invece a tavola e questo ci fa piacere, perché non c’è nulla di più umano e gustoso che mangiare in compagnia, però al tempo stesso questo modo di fare del risorto è una sberla sonora alle nostre immagini distorte di Dio. Un Dio che mangia gli spiedini con noi non ha poi i super poteri per distruggere i cattivi e ‘premiare’ i buoni, non ha la bacchetta magica per sanare i tanti mali del mondo, non è nemmeno interessato a ricattare promettendo la vita eterna e minacciando l’inferno. Un Dio che mangia con noi non è altro che un amico niente di più e niente di meno… “Scusa Gesù mi passi il vassoio…”