Essere o apparire?

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In questa domenica Gesù ci vuole dare un prezioso insegnamento su ciò che conta veramente. Per farlo mette in contrapposizione l’atteggiamento degli scribi “che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti”(Mc 12,38) e un povera vedova che, non vista da nessuno, dà due spiccioli nel tesoro del tempio. Tradotto a oggi l’atteggiamento degli scribi sarebbe “amano apparire nei talk show televisivi, essere sempre su tutti i giornali avere milioni di seguaci su twitter…” Gesù non vuole condannare moralisticamente il loro comportamento, ma misurarlo in relazione all’efficacia.

Puntare tutto sull’apparire infatti contiene una profonda illusione. Non c’è nulla di male a voler essere riconosciuti dagli altri, all’andare nei talk show o nell’avere tanti seguaci, il problema è ritenere che quella sia la nostra vera identità. C’è un tesoro nascosto in ciascuno che, prima di essere mostrato agli altri, va scoperto e il mettersi in mostra al modo degli scribi non aiuta questa ricerca. Anzi spesso ci si rifugia in questo atteggiamento antipatico proprio perché nessuno ha detto loro dell’esistenza di questo tesoro.

La seconda figura che Gesù ci presenta è quella della povera vedova. Il vangelo nota che Gesù “seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete” (Mc 12,42). Gesù è un attento osservatore, vuol far riflettere i discepoli e noi sul fatto che non basta osservare i frutti delle azioni, come in questo caso le offerte che molti danno al tempio, ma anche e soprattutto il modo con cui questo gesto viene compiuto. Tanti ricchi danno molto ma danno del loro superfluo, la vedova ha dato poco, ma in realtà ha dato molto di più degli altri, perché ha condiviso se stessa. Gli altri hanno dato ciò che serve per apparire, lei ha condiviso l’essere, la sostanza, che è ciò che conta sia agli occhi di Dio sia agli occhi degli uomini. Perché anche a noi interessa di più una persona che gioca tutta se stessa in quello che fa, rispetto a chi mette dei beni, anche molti, ma non si coinvolge realmente. Insomma essere è meglio che apparire…