Il messia non deve morire

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Nel vangelo di questa domenica troviamo un dialogo molto importante tra Gesù e i suoi discepoli e con Pietro in modo poi del tutto speciale. È già passato un bel po’ di tempo da quando i discepoli sono andati dietro a Gesù per condividerne la missione, ed ora il maestro chiede loro di fare un bilancio: “la gente chi dice che io sia?”. Si perché Gesù per tutti era il figlio di Giuseppe il falegname… ma ora dopo i primi anni di attività le cose sono cambiate: infatti per alcuni è Elia, per altri Giovanni o uno dei profeti. E a questo punto Gesù chiede a loro “Ma voi chi dite che io sia?” (Mc 8,29). Non è una domanda retorica, Gesù vuol verificare cosa stanno capendo di lui, perché anche lui ha bisogno, in quanto uomo, di conferme, di sentirsi riconosciuto e apprezzato per quello che è veramente, senza confusione. Ha bisogno di sentire che almeno i ‘suoi’ lo hanno capito. E Pietro a nome di tutti dà a Gesù una bella consolazione: “Tu sei il Cristo” (Mc 8,29)

Forte di questa conferma Gesù, con la certezza di essere appoggiato dai suoi, comincia la parte più difficile del suo ministero. Ha capito infatti che essere messia secondo il cuore del Padre significa mettere la propria vita a disposizione degli altri senza condizioni, anche a costo di sprecarla. Per questo dichiara che dovrà morire ingiustamente, annunciando la sua disponibilità a coinvolgersi con l’umanità a qualsiasi prezzo. E qui Pietro sbotta e fa cominciare la passione di Gesù: lo prende in disparte e lo sgrida… il messia non deve morire, il Cristo non può fare una fine ignominiosa, al massimo potrebbe morire in battaglia ma mai e poi mai come un servo inutile e sofferente…

Il cuore di Gesù prima consolato da Pietro ora è trafitto “proprio tu l’amico e il confidente…”

Lo mette, senza esitazione, davanti a un bivio: o andarsene o tornare dietro lui, o “pensare come gli uomini” o accettare la logica di Dio, il potere o il sacrificio.

Gesù sa che solo donando la vita la si può mettere in salvo. Ma questo contraddice il sentire comune e scandalizza Pietro come noi, eppure solo “chi perderà la vita per causa mia e del vangelo, la salverà” (Mc 8,35)

Cosa farà Pietro? E cosa farà il Pietro che è in noi davanti a questo discorso di Gesù?

Per ora, continua a seguirlo, ma il quinto atto è solo agli inizi…