Quando il dito indica la luna…

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Nel vangelo di questa domenica Gesù prosegue la spiegazione del miracolo della moltiplicazione dei pani. Vede che le folle continuano a seguirlo e a cercarlo: “Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù” (Gv 4,24). Questo gli fa certamente piacere, però al tempo stesso si accorge che non stanno capendo il senso di quello che lui ha fatto per loro. Non senza una certa delusione afferma solennemente: In verità in verità vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati “ (Gv 6,26)

Cosa è successo? Cosa non hanno capito?

Innanzitutto non hanno capito che ciò che Gesù sta facendo sono dei segni. Un segno è qualcosa che sta per qualcosa d’altro, che indica che occorre andare oltre. Proprio come nel proverbio cinese ricordato nel titolo: quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito. Il segno è un rimando a non fermarsi a non bloccare la ricerca alla prima tappa del cammino.

Dove è nato il fraintendimento?

Nel momento della sazietà, nell’aver mangiato di quei pani, le folle hanno pensato di aver raggiunto la meta del loro ‘cercare’ . Gesù è colui che ci consentirà automaticamente di saziare la nostra fame. Gesù e per lui il Padre non ce l’hanno con la sazietà, ma con il confondere il segno che la sazietà rappresenta con la sua realtà. È come se Simone e i suoi soci sul lago, dopo aver assistito alla pesca miracolosa avessero proposto a Gesù di entrare in società con loro… Anche lì l’abbondanza reale della pesca imprevedibile e immotivata era segno e invito a cogliere una ben diversa abbondanza: “vi farò pescatori di uomini!”.

Ora Gesù, con materna apprensione, vuol far notare che il vero pane che sfama realmente è lui stesso, perché solo lui è disposto a sconfiggere la radice della ‘fame’: il sentirsi soli, abbandonati e destinati alla morte. Per questo invita a fidarsi di Lui a entrare in relazione con lui, perché “solo chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”(Gv 6, 35).

La prossima settimana nonostante le restrizioni saremo in Israele con i figli e alcune amiche, vi ricorderò tutti nella terra del risorto